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Il forasacco: un pericolo per i nostri animali

Il periodo che va dalla fine della primavera alla fine dell’estate è quello in cui i nostri animali, specialmente i cani, sono più a rischio per i forasacchi.

Cosa sono i forasacchi? Si tratta delle spighe di alcuni tipi di piante graminacee, che seccandosi si staccano dallo stelo e possono infilarsi nel pelo, occhi, narici o le orecchie dei nostri amici a 4 zampe. La loro forma li rende particolarmente fastidiosi in quanto possiedono delle “spine” in grado di ancorarsi al tessuto, impedendo al forasacco stesso di tornare indietro o di venire espulso fisiologicamente.

I siti dove più frequentemente si localizzano sono:

Orecchie. Un cane con un forasacco incastrato all’interno del canale uditivo tende ad avere parecchio fastidio: vedremmo il nostro pet scuotersi frequentemente, grattarsi animatamente e tenere la testa inclinata dal lato interessato. In alcuni casi tuttavia il cane può non mostrare alcun sintomo; il forasacco rimane “silente” all’interno dell’orecchio e solo una visita veterinaria approfondita è in grado di evidenziarne la presenza.

In ogni caso, il forasacco non è in grado di rompere la membrana timpanica e rimane nel condotto uditivo esterno. L’estrazione avviene generalmente sotto sedazione tramite otoscopio o video-otoscopio.

Sottocute. La forma acuminata del forasacco gli permette di penetrare facilmente attraverso la cute. I punti in cui si infilano più frequentemente sono gli spazi interdigitali, ma può capitare praticamente ovunque (includendo area scrotale e vaginale), specialmente nei punti dove il pelo è folto e annodato. Dopo le passeggiate in zone con erba alta o con alta densità di graminacee si consiglia sempre di ispezionare a fondo la pelle del proprio cane per cercare di “beccare” il forasacco prima che si innesti completamente nel sottocute. Se ciò non avviene, esso può entrare anche completamente nel tessuto: si crea quindi un ascesso attorno al corpo estraneo, il quale può a sua volta creare un tragitto fistoloso i cui risvolti possono renderlo difficile da estrarre se non incidendo completamente l’ascesso.

Naso.  Spesso i forasacchi entrano nella cavità nasale quando il cane annusa l’erba e inspira. La sua prima reazione sarà quella di starnutire, anche violentemente e con epistassi (fuoriuscita di sangue). La narice che viene arricciata o dalla quale esce il sangue è quella coinvolta. In questo caso occorre tranquillizzare l’animale e portarlo al più presto dal veterinario, la sedazione è sempre necessaria. A volte il forasacco avanza dalle cavità nasali fino alla rinofaringe, dove viene deglutito: in questo caso il cane smetterà di avere fastidio.

Trachea e bronchi. A volte il forasacco può venire aspirato attraverso l’orofaringe e finire in trachea o nell’albero respiratorio. Si tratta di un’evenienza molto grave: il cane inizierà a tossire , con possibile fuoriuscita di sangue, ma è possibile anche che la sintomatologia non sia così evidente e venga sottovalutata. In tutti i casi è necessaria la rimozione tramite endoscopio in anestesia generale. Il rischio in questi casi è che il forasacco crei una polmonite da corpo estraneo i cui risvolti non sono sempre prevedibili (pneumotorace, fistole tracheo-polmonari): agire rapidamente è fondamentale per evitare il peggio.

Altre localizzazioni.
Può capitare che i forasacchi si infilino nell’occhio, soprattutto nella piega congiuntivale o sotto la terza palpebra: ciò accade più frequentemente nei gatti. In questo caso si noterebbe intensa lacrimazione monolaterale accompagnata da fastidio mostrato dall’animale; a volte i sintomi possono non essere così evidenti ma rimanere subclinici, fino a quando il forasacco non arriva a danneggiare la cornea, dando luogo a un’ulcera. In questo caso generalmente si procede con la rimozione in anestesia locale.