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Alimentazione e disturbi gastro-intestinali nel coniglio

Il coniglio è un animale estremamente sensibile per quanto concerne  l’alimentazione. Ciò è confermato dall’alto numero di conigli che vengono portarti d’urgenza dal veterinario per cause legate a una dieta scorretta.

Il coniglio è un erbivoro stretto. In natura tendono a cibarsi di erba di prato, fieno, verdure.

In cattività, la base della loro alimentazione è rappresentata dal fieno, che deve essere sempre a disposizione ad libitum, ovvero in quantità illimitata. Il fieno di qualità non deve mai avere un aspetto polveroso, né odorare di muffa o umidità; al contrario deve avere un aspetto chiaro e un odore aromatico. Esso ha una doppia funzione: abrasiva per i denti del coniglio (che crescono in continuazione, per cui hanno bisogno di essere consumati attraverso la masticazione di materiali fibrosi) e digestiva (aiuta la fermentazione cieco-colica ed evita costipazioni).

Il fieno deve rappresentare quantitativamente circa il 90% della dieta del coniglio.

Il pellet è un altro componente fondamentale dell’alimentazione, circa il 7% del totale. Un buon pellet deve contenere almeno il 18% di fibra e non essere addizionato di calcio, zuccheri e proteine: un consumo eccessivo, infatti, potrebbe causare sovrappeso al coniglio specie se fa una vita molto sedentaria.

I cereali vanno evitati: essendo ricchi di amido sono spesso causa di squilibrio della delicata flora gastroenterica e possono provocare diarrea.

Frutta e verdura possono comporre il 2-3% circa dell’alimentazione. Gli alimenti devono essere freschi; i più adatti sono peperoni, cetrioli, erbette fresce, basilico, broccoli, carote, radicchio, cavoli, tarassaco, sedano, erba medica, trifoglio, verza, cicoria, zucchine. L’insalata va data con parsimonia in quanto in soggetti particolarmente sensibili può essere causa di diarrea. Stesso discorso per la frutta molto zuccherata (fragole, banane, uva).

La motilità gastro-intestinale del coniglio è strettamente legata all’assunzione di cibo: il bolo infatti prosegue il suo percorso digestivo solo se viene introdotto altro contenuto. Se ciò non avviene, e quindi il coniglio non mangia, il contenuto intestinale va incontro a fermentazione che produce grandi quantità di gas (meteorismo). Il gas a sua volta produce una compressione sulla parete intestinale e sul diaframma con conseguente dolore e stasi completa(blocco intestinale o ileo). Inoltre, lo stiramento dei vasi sanguigni intestinali crea un disturbo alla circolazione che se non trattato conduce a una condizione di endotossiemia potenzialmente mortale.

Un coniglio che perde progressivamente appetito o che produce feci progressivamente sempre più piccole e meno frequenti può essere un campanello d’allarme. Altri sintomi riconducibili a questo problema sono apatia, pelo sporco e arruffato, addome gonfio e dolente.

Il  digiuno del coniglio da più di 12-24h va considerata un’urgenza, motivo per il quale è importante rivolgersi al proprio medico veterinario il prima possibile.